Il delfino Pippo che imparò a galleggiare e riposare
Nel mare caldo e azzurro, dove le onde rotolavano dolci e la luce del sole danzava giù nell'acqua, viveva un piccolo delfino di nome Pippo, e Pippo era il delfino più giocherellone di tutto il branco.
Tutto il giorno Pippo giocava. Saltava fuori dalle onde e ricadeva con un tuffo, ancora e ancora. Faceva a gara con i pesci luccicanti, piroettava nell'acqua scintillante e cavalcava le grandi onde fino a riva. «Più veloce! Più in alto! Ancora!» squittiva, girando e tuffandosi in quella giornata azzurra e luminosa.
Ma quando il sole scese basso e dipinse il mare tutto d'oro e di rosa, e l'acqua si fece calma e fresca, la mamma di Pippo gli nuotò vicino. «Vieni, piccolo mio», disse dolcemente. «Il mare sta diventando assonnato. È ora di riposare.»
«Ma come dormono i delfini?» chiese Pippo, ancora tutto agitato per l'ultimo gioco della giornata. «Non possiamo sdraiarci in un letto. Siamo in mezzo al mare!»
«Non ci serve un letto», disse la mamma, sorridendo. «Tutto l'oceano è il nostro letto. Guarda. Basta galleggiare… e lasciarsi cullare dalle onde.»
Così Pippo smise di saltare e di piroettare, e si lasciò andare, immobile. Salì a galleggiare sulla superficie del mare calmo e tranquillo, dove la luna rotonda splendeva giù, morbida e argentata, sull'acqua gentile. E lì riposò, appena sotto la superficie, salendo ogni tanto per un respiro lento, cullato dolcissimamente dalle onde assonnate.
Tutt'intorno a lui, anche il resto del branco galleggiava, calmo e vicino: un cerchio di delfini tranquilli che si lasciavano andare insieme sotto le stelle. Al sicuro in mezzo a tutti loro, Pippo sentiva il mare sollevarlo dolcemente e riposarlo dolcemente. Su… e giù. Su… e giù. Lento come una ninna nanna.
E il piccolo delfino, cullato da tutto il mare caldo e stretto vicino al suo branco addormentato, chiuse gli occhi e scivolò, dolce e felice, nel sonno.