Scintilla, la piccola lucciola la cui luce bastava proprio
In una calda sera d'estate, in un prato pieno di erba alta e trifoglio, una minuscola lucciola di nome Scintilla si svegliò sbattendo le ali.
Mentre il cielo passava dall'oro al blu profondo, Scintilla si alzò sopra il prato insieme a tutte le altre lucciole e cominciò a brillare. Ma quando alzò lo sguardo e vide le stelle, migliaia e migliaia, che ardevano luminose e senza fine su tutto il cielo, la sua piccola luce le sembrò all'improvviso piccolissima.
«Il mio bagliore è così minuscolo» disse triste, tremolando bassa tra l'erba. «Le stelle risplendono così grandi e luminose. A che serve la mia lucina accanto a tutto questo?»
Una vecchia lucciola dal bagliore caldo e costante scese dolcemente accanto a lei. «Vieni con me» disse. «Voglio mostrarti una cosa.»
La guidò giù, giù nell'erba alta, dove una piccola famiglia di topolini di campagna si stava sistemando per la notte. E lì, nel buio in fondo al prato, dove nessuna luce di stella sarebbe mai potuta arrivare, il piccolo bagliore di Scintilla illuminò tutto il nido accogliente, morbido, dorato e caldo.
Il topolino più piccolo guardò la sua luce, sorrise, e chiuse gli occhi, consolato.
«Le stelle sono lontane» disse dolcemente la vecchia lucciola. «Ma la tua luce è vicina. È piccola, calda e vicina, ed è esattamente ciò che serve a un piccolino per sentirsi al sicuro nel buio. La tua luce basta. La tua luce va bene proprio così.»
Scintilla brillò un po' più forte, calda da parte a parte. Non aveva bisogno di essere una stella. Era una lucciola, e la sua piccola luce gentile contava, proprio qui, proprio dov'era lei.
E ora il prato si stava facendo assonnato. Una a una, le lucciole abbassavano le loro luci e si sistemavano nell'erba morbida a riposare.
Scintilla scese su una foglia larga e fresca. Lasciò che il suo bagliore si facesse morbido, e più morbido, spegnendosi piano come una piccola lampada abbassata.
«Buonanotte» sussurrò al prato.
E la piccola lucciola, con la sua luce delicata e che bastava proprio, si affievolì dolcemente in un caldo, sonnolento bagliore, e scivolò nel sonno.