La coccinella Lella e il giardino assonnato
In un giardino luminoso e vivace, pieno di fiori e foglie e lunghi steli verdi, viveva una piccola coccinella di nome Lella, tonda e rossa, con sei puntini neri come la notte.
Tutto il giorno Lella volava. Volava dalle rose alle margherite, dalle margherite all'erba alta e verde. Si arrampicava fino alla punta di una foglia solo per sentire il sole, poi apriva le sue alette rosse e volava di nuovo, tutt'intorno al giardino luminoso e vivace.
Ma quando arrivò la sera e il sole scese basso e dorato, il giardino cominciò a farsi assonnato. E anche Lella si sentì assonnata.
A uno a uno, tutt'intorno a lei, il giardino si stava rimboccando le coperte per la notte. Le margherite chiudevano piano i loro petali bianchi, ripiegandosi strette come piccoli letti. Le api tornavano a casa nel loro alveare caldo e ronzante. Gli uccellini nascondevano la testa sotto l'ala. Persino i grandi papaveri rossi ciondolavano, lenti e assonnati, nell'ultima luce della sera.
Lella scese e si posò su una larga foglia fresca, la sua foglia preferita, in cima al giardino, da dove poteva vedere le prime stelle cominciare a strizzare l'occhio. E lì, finalmente, ripiegò le sue alette rosse, mettendole via con cura sotto il loro guscio lucido.
«Ora conto i miei puntini», sussurrò, come faceva ogni sera, perché è così che una coccinella si addormenta. «Un puntino… per le rose. Due puntini… per il sole. Tre puntini… per la foglia calda e verde.»
Più lenta e più piano contava, mentre il giardino si faceva buio e silenzioso tutt'intorno a lei. «Quattro puntini… per le stelle. Cinque puntini…»
La foglia si dondolava dolcissimamente nella brezza morbida della notte, come una piccola culla. Tutto il giardino dormiva profondamente.
E prima ancora di poter contare il sesto e ultimo puntino, la piccola Lella, al calduccio sulla sua foglia preferita sotto il vasto cielo stellato, era già scivolata dolce e felice nel sonno.