Nino, il piccolo orso, e la fine di una grande giornata
In fondo a un bosco di pini che sussurravano piano, sotto una collina morbida di muschio, c'era una tana calda e accogliente. E in quella tana viveva Nino, l'orso più piccolo di tutto il bosco.
Che giornata aveva avuto, Nino! Aveva seguito le api che ronzavano fino a un albero cavo e aveva immerso con delicatezza una zampina nel miele dorato e dolce. Aveva sguazzato nel ruscello freddo e luminoso finché il pelo non gli si era rizzato in tanti ciuffetti bagnati. Si era rotolato giù dalla collina di muschio: una volta, due volte, tre volte, e poi era risalito per ricominciare. Aveva rincorso la sua ombra per la radura assolata, finché tutti e due non si erano stancati.
Ora il sole scendeva basso e arancione dietro gli alberi, e il bosco diventava fresco e azzurro. Ma Nino non voleva smettere. «C'è ancora un po' di giorno», brontolava, girando in tondo. «Io non ho ancora finito.»
Mamma Orsa lo guardava dall'ingresso della tana, calda e tranquilla. «Vieni qui, piccolo mio», gli disse dolcemente.
Nino si lasciò cadere accanto a lei con uno sbuffo. Mamma Orsa lo avvolse con un grande braccio gentile e indicò il bosco.
«Guarda», sussurrò. «Le api sono tornate a casa. Il ruscello si è fatto silenzioso. Gli uccellini hanno nascosto la testolina sotto l'ala. Tutti hanno vissuto la loro giornata, e adesso è ora di riposare.»
Nino guardò. Ed era proprio così. La radura dove aveva giocato era immobile. La collina da cui si era rotolato era buia e morbida. Tutta quella giornata piena si era ripiegata su se stessa, silenziosa e completa.
«Un giorno non sparisce quando dormi», mormorò Mamma Orsa. «Aspetta lì, tutto finito e al sicuro, e al mattino ne arriva uno nuovo di zecca.»
Nino fece uno sbadiglio enorme, che alla fine gli uscì con un piccolo squittio. Le sue zampine indaffarate si fermarono. I suoi occhi pesanti si addolcirono.
Mamma Orsa lo tirò vicino, dentro la tana calda, dove il muschio era profondo e il buio era buono. «Buonanotte, Nino mio», disse. «Il giorno è finito, e lo hai vissuto tutto.»
E l'orso più piccolo di tutto il bosco, raggomitolato al calduccio contro la sua mamma, lasciò andare la grande giornata e si addormentò profondamente.